lunedì 27 ottobre 2014

SE NON ORA,  QUANDO???

 CERCASI VOLONTA'  !!
Se dopo l'annata 2014 non si farà niente, per recuperare 15 cent. per i produttori
potremmo considerare "morta" la peschicoltura
parola di economista dell'università di Bologna, anche se l'economista sul dove recuperare questi centesimi non ha idee chiarissime !!
Perchè l'economista non ha parlato dei costi di lavorazione delle strutture da diminuire per recuperare centesimi in favore dei produttori?

 non si può fare una relazione economica senza menzionarli neanche!
Poi nella sua relazione ha parlato di aumentare la PLV per diminuire i costi , e di governare domanda e offerta, mi sembra un attimo in controsenso, ma se non sanno dove vendere dove mettiamo quelle in più???


Nella seconda parte della mattinata erano sul palco tre dei "nostri" commerciali Emiliano-Romagnoli
Moretti Agrintesa voto 8

Bastioni Apofruit voto 4
Ferri Oi pesche e nettarine voto 5/6
Cari "commerciali romagnoli" tutti compreso,  se in Trentino esiste FROM

e nel meridione esiste "CIAO ITALIA", Con la presidenza di Mercuri, attuale Presidente di FEDAGRI,
perchè in Romagna non riusciamo a fare niente dopo l'ennesima crisi della frutta estiva???
Se in Romagna le O.P o consorzi di secondo grado (escluso CSO) non funzionano, prima di tutto hanno fallito i presidenti, che occupano poltrone inutili a questo punto!
Poi anche le O.P o coop.ve di primo grado stanno fallendo il loro mandato!!
 
Oggi 26/10 sul TG3 regionale hanno parlato del convegno peschicolo di Ravenna, il concetto che è passato nel servizio è che la peschicoltura italiana è in crisi di risultati sui mercati e sopratutto quella dell'Emilia Romagna,...... ma và ....... allora non è che poi dico delle stronzate quando parlo di sistema romagnolo inefficiente!!
Comunque farsi dire da un tedesco che compra in Italia, che come sistema siamo indietro e che si lavora male con l'Italia perchè non si vuole cambiare, 
poi ha concluso dichiarando che le  pere Abate avendola SOLO qui in Romagna non riusciamo ad organizzarci neanche per quella e a valorizzarla come si deve!
Prendere del "somaro" per giunta pigro da chi ha interesse che vada così è veramente grossa!!
mandiamoli a casa!!

lunedì 15 settembre 2014


GOVERNO

A CACCIA DI

A quanto pare il governo chiederà  all'agricoltura
500 milioni di euro si parla di
Taglio delle agevolazioni sul gasolio
Togliere regime speciale IVA
Revisione estimi catastali
e forse altre (brutte) sorprese non mancano!!!

Però,
Mario Guidi 
Presidente di Confagricoltura
ha fatto una  proposta molto interessante:
TAGLIARE I CONTRIBUTI CHE OGNI ANNO LO STATO ELARGISCE AI PATRONATI DELLE ASSOCIAZIONI SINDACALI CHE SONO 600 MILIONI!!
PIù FACILE DI COSì !!!

Questa deve essere una battaglia da portare avanti fino in fondo, anche mettendo i trattori di traverso sulle strade, sarà dura perchè avrà molti nemici questa battaglia!
Invece gli agricoltori la vedono positivamente e sono rimasti positivamente sorpresi!
QUINDI AVANTI TUTTA, POI VEDREMO CHI HA DEI MAL DI PANCIA!!!
NOI SIAMO PRONTI !!!


Ora tocca alla politica scegliere, se lasciare i contributi alle sigle sindacali o fare qualcosa di concreto eliminando quei privilegi!!

Intanto noi informiamo, gli agricoltori !!!

domenica 14 settembre 2014

 Le strategie commerciali della cooperazione in 
Emilia-Romagna,



 Il NULLA ASSOLUTO!!

Le solite parole da 10 anni a questa parte

Solo a cercare contributi e niente più...nessuna strategia, il solito tirare a campare e il vuoto assoluto!
Non un minimo accenno che ci possa essere qualche problema nella commercializzazione, sempre colpa del tempo o degli altri!!
E l'embargo russo è un alibi che non regge è arrivato a fine agosto!!

Con questi dirigenti, il nostro futuro 
può essere solo questo!
"Affogàti"!!!!!
Però non tutti sono uguali e leggendo i 3 articoli il Presidente Orogel Maldini, contraddice Vernocchi e Drei in alcuni temi!!

Non vedo altra soluzione che cambiare l'OCM distribuendola per meritocrazia in base alle 5 proposte del Prof. Della Casa, e così metterebbe un pò di regole a questa disastrata cooperazione Emiliano-Romagnola.
Sono anni che si buttano al vento contributi e per questo ricordiamoci che se non c'era l'embargo russo, non avrebbero distribuito neanche un cent.

Ultima "chicca" o "ciliegina  sulla torta" di questo post è

Parlano di programmazione e regole,  quando per  anni ci hanno detto che non ce ne era bisogno, che non è vero che altri avevano costi di produzione più bassi, ecc. ecc.
Che dire....ci danno ragione o sono ipocriti?!?!

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Interessante articolo del  
Professor Della Casa

http://www.italiafruit.net/27905/Editoriale/Qual_%C3%A8_la_differenza_fra_chi_vende_e_chi_non_vende_

martedì 19 agosto 2014

Leggersi l'articolo



Dopo 10 anni che il G.T.A è rimasto quasi inascoltato è successo quello che si prevedeva
il"collasso del sistema"!


10 anni fa  sull'onda della crisi dell'ortofrutta del 2004, nasceva il GTA (Gruppo Trasversale Agricoltori) con l'intento di unire gli agricoltori, per poter iniziare a cambiare cio che non funziona.
Dopo 10 anni ci ritroviamo con gli stessi problemi nella versione peggiore.
NO, NON abbiamo fallito noi del G.T.A quelli almeno che non si sono piegati, ne venduti, ne hanno avuto cambi di idee, noi siamo ancora qui anche se c'era chi avrebbe scommesso sulla nostra "scomparsa" dopo qualche mese dalla nascita!
SIAMO VIVI, VEGETI E GIRIAMO A TESTA ALTA!!
Le cose non sono migliorate, ma purtroppo è succeso quello da noi pronosticato, QUINDI HANNO PERSO quelli che non ci hanno ascoltato E ....VANNO MANDATI A CASA!!!
Poi hanno perso gli agricoltori che .. "MUOIONO IN SILENZIO"!!!

 PESCHE: Forse la peggiore annata che ci sia mai stata.
 SUSINE:  idem come sopra
 PATATE : prezzi al collasso, i commercianti non ritirano più!
 CEREALI: prezzi molto bassi
 CIPOLLE: in continuo calo
 MELE E PERE: situazione critica


 IN QUESTO PESSIMO 2014 PER LA COMMERCIALIZZAZIONE è ORA DI FARE PROPOSTE CONCRETE, MA SOPRATTUTTO DI ATTUARLE. 

Ora vedremo se dopo questa pessima annata, ci sarà qualcuno che ci metterà un pò di buona volontà ed incominciare a fare qualcosa di concreto per il settore.
 

Intanto si incomincia male:

1) convegno peschicolo a Ravenna che è stato programmato in piena campagna KIWI, sarà un caso??
2) In zona Lutirano, sopra Modigliana è già iniziata la raccolta di Kiwi Haiward, dove sono quelli che devono tutelare gli agricoltori onesti??

PROPOSTE:

1) Cambiare OCM
2)Rinnovare COOPERAZIONE



NOTIZIE DAL FRONTE:
Pare che già molte aziende siano andate alla propria struttura di servizio (vendita prodotti fitosanitari, concimi, ecc. ecc.) a dire che a scadenza fatture NON HANNO i soldi per pagare.
Poi da qui a dicembre avremmo contributi, rate mutuo, IMU, e via discorrendo,...che fare???
Credo ci siano abbastanza argomenti per una forte azione sindacale!!
Mi appello ad Agrinsieme unico strumento in grado di poter provare a fare qualcosa.

 

 Tanto per peggiorare la situazione se è possibile, in località Lutirano sopra Modigliana è iniziata la raccolta di kiwi haiward, dove sono quelli che devono tutelare gli agricoltori onesti, non è ora di far scattare delle denunce??

martedì 8 luglio 2014

in allestimento 
1° Post
Politico, Sindacale , Commerciale





10° Anno del G.T.A


Caro amico Agricoltore,
allo stato attuale di inizio estate 2014, come dieci anni fa, quando partì la nostra attività di "trasversali", si ripresentano le stesse problematiche strutturali e commerciali.

Nonostante le attività svolte in questi ultimi 10 anni, le cose non sono sostanzialmente cambiate, né in procinto di cambiare.
A cosa sono servite tutte le nostre iniziative per la sensibilizzazione delle associazioni di categoria,delle O.P.,della stessa G.D.O. e di tutti gli attori della filiera ?
Quando si è iniziata la "battaglia"eravamo molti, agguerriti,determinati (alcuni) ed impegnati a modificare le scelte dei consigli di amministrazione,anche direttamente entrando all'interno degli stessi.
In seguito chi è entrato a coprire dei ruoli all'interno dei consigli delle strutture commerciali e delle associazioni di categoria,in molti casi ha messo da parte i buoni propositi,o addirittura,si è allineato con la vecchia dirigenza,mettendo davanti gli interessi personali,rispetto agli ideali rivendicati nella partecipazione al movimento dei trasversali.
Quelle poche persone che non si sono né adeguate né piegate al sistema pregresso,sono state espulse o eliminate,molto spesso con il beneplacito degli stessi colleghi agricoltori,magari anche trasversali.
Senza dimenticare tutti quegli agricoltori che hanno sempre delegato e hanno continuato a delegare,nella speranza o illusione che,un "SANTO LIBERATORE", possa in qualche modo risolvere problemi strutturali che,nè le rappresentanze preposte, né la politica, negli ultimi 20 anni, sono riusciti a modificare.
Dopo 10 anni di sensibilizzazione sul versante del cambio di strategie,per una inversione di rotta decisa nel nostro settore,che portasse alle tanto agognate aggregazioni,sia in campo sindacale che commerciale,nulla è cambiato,non solo per mancanza di volontà dei dirigenti, ma anche e soprattutto,per la mancata partecipazione dei soci alle assemblee,disinteressandosi di fatto,completamente, della elezione dei propri rappresentanti all'interno dei consigli di amministrazione. Come insegna anche il famoso Amm. Delegato Franco Tatò ( vedi trasmissione. LA7 "OTTO e MEZZO" visibile attraverso il nostro blog, “gtagricoltori.blogspot.it” ) .
Nonostante tutto e nonostante le grandi delusioni avute,soprattutto da parte di alcuni  dei nostri stessi colleghi,la nostra attività prosegue, assieme ad altri gruppi e movimenti spontanei,sorti in altre parti d' Italia , che hanno deciso di mettere assieme le proprie esperienze dando vita alla FIMA (federazione nazionale movimenti agricoli), per essere riconosciuti e diventare interlocutori forti a livello nazionale con le istituzioni preposte.
Per questo ti invitiamo,SE NON L'HAI GIA' FATTO, a rinnovare l'adesione al G.T.A. che,  anche per il 2014, rimane di 25 euro.


                                                                                                    Il Consiglio direttivo del G.T.A

Ps. Gli SMS è un servizio che ha un costo e senza l’adesione saremmo costretti a rinunciarci !!!

Ascoltare bene il Manager Franco Tatò dal minuto 13


  E infatti anche il 2014 come il 2004 
sembra essere anno di crisi,
con il "silenzio assordante" delle strutture di commercializzazione. 
Ed ora che facciamo, lo capiamo di non consegnare più gli scarti, e se l'industria vuole il prodotto paga??
Lo capiamo di raccogliere frutta di qualità smettendo di affidarci al calibro B e C ??

Dobbiamo fare qualcosa di nuovo, o smettere di raccogliere, smettere di piantare o sopratutto mandare a casa qualcuno??
CI SVEGLIAMO QUESTA VOLTA???

Comunque la colpa è dei soci, come dice Tatò ed io aggiungo sopratutto di quelli che "tradiscono" i colleghi, ma solo perchè non mandiamo a casa la classe dirigente, questa è la nostra colpa!!

lunedì 7 luglio 2014


      2° Post     
 Politico Sindacale


Presto si approverà il decreto 
"Campolibero"
Che dovrebbe rilanciare l'Agricoltura sarà vero o sono le solite promesse??
Speriamo che non sia campolibero da agricoltori !!


questo decreto è l'esame del Ministro, 
Promosso o bocciato???

ROMA - "'Campo libero' per liberare le energie dell'agricoltura italiana e favorire questo settore dentro la fase di rilancio del paese". Così il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, presenta il nuovo piano, già introdotto al 'Vinitaly' di Verona dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, la cui presenza, dice, ha dimostrato "la centralità del settore agroalimentare per lo sviluppo del Paese".

'Campo libero', spiega il ministro, è un "piano strategico per definire azioni concrete che sostengano il settore dal lato delle semplificazioni, della competitività e della sicurezza alimentare". Ma è anche un esperimento di democrazia partecipata: "Stiamo lavorando a un piano di azioni per il settore agricolo e agroalimentare- scrive infatti Martina su Facebook- creare occupazione e semplificare saranno le parole d'ordine. Qui troverete le prime 18 azioni che saranno presentate. Abbiamo bisogno anche del vostro aiuto, per questo valuteremo le proposte che ci arriveranno a campolibero@mpaaf.gov.it. Scriveteci".

Le azioni sono 18, "incrociano il Collegato agricoltura", spiega Martina e si sviluppano in tre grandi aree.  La prima, giovani e lavoro: "Riprendiamo punti già previsti nel collegato, come i mutui a tasso zero per imprese agricole condotte da giovani sotto i 40 anni". Inoltre, "azioni per agevolare le assunzioni e la possibilità di introdurre un contratto di lavoro stabile nel settore, nell'ambito di tre anni, come in fondo è la filosofia del Jobs Act".

Il secondo grande fronte, continua il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, è quello della competitività: "Vogliamo valorizzare il tema del collegato agricolo per favorire la realizzazione di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento dell'e-commerce". Ancora, aggiunge, "proviamo a interpretare fino in fondo la legge sull'etichettatura dando alcuni tempi precisi per l'attuazione dei decreti e in più immaginiamo di rendere pratica operativa la consultazione pubblica prevista dal regolamento europeo. Stiamo inoltre avviando una riflessione seria su come costruire una rete di consulenza aziendale agricola anche da noi".

Il terzo fronte aperto non solo da Martina ma da tutto il governo riguarda semplificazioni e spending Review. Martina ribadisce più volte: "Non ci sottraiamo al tema della spending review, punto peraltro fondamentale nel collegato agricoltura. Occorre fare una discussione di sistema rispetto a enti e società partecipate funzionali e vigilate dalle politiche agricole individuando il taglio dei costi con la riduzione del numero dei membri degli organi amministrativi. Ci sono interventi rapidi che possiamo istruire anche noi: in taluni casi, per esempio, non andare alla riconferma di Consigli di amministrazione, ma razionalizzarli con una riduzione di questi a da 5 a 3 e con la eliminazione a favore di amministratori unici".

Infine, il cavallo di battaglia, le Semplificazioni di cui lo stesso presidente del Consiglio ha parlato stamattina indicandone il principio ispiratore, cioè "la lotta senza quartiere alla devastante burocrazia che sta uccidendo l'Italia e in particolar modo questo settore". E Martina gli fa eco definendo questo un "fronte cruciale".

Nel merito, snocciola il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, in primis c'è "la necessità di approdare a registro unico dei controlli aziendali. Poi ridurremo i tempi del silenzio/assenso da 180 a 60 giorni per velocizzare le pratiche di apertura delle aziende agricole. Ancora, immaginiamo un'estensione generalzzata dello strumento della diffida prima delle sanzioni amministrative pecuniarie".

Semplificazioni anche per la vendita diretta e uno sportello telematico automobilistico anche per il settore agricolo sono fra gli altri interventi previsti.
Il settore vitivinicolo è particolarmente sotto la lente di questo governo, che prevede "5 mosse da fare subito che accorciano tempi e burocrazia". Ancora semplificazioni del processo biologico e l'estensione della possibilità di adempimento volontario per alcune tipologie di violazioni.
Poi, continua Martina, "immaginiamo due interventi specifici già concertati con altri ministeri che riguardano la Terra dei fuochi e cioè le norme per favorire l'allacciamento alla rete idrica controllata e la defiizione degli interventi delle indagini dirette".

IL CONFRONTO 'PARTECIPATO' DAL TERRITORIO - Questi i contenuti, ma il ministro Martina aggiunge novità anche sul metodo: "Fino al 30 aprile- dice avvieremo un confronto diretto con le realtà del terriotorio, raccoglieremo tutte le idee e sviluppereno questo piano di azioni. Poi tiriamo le fila e con maggio contiamo di far passare questo piano di azione in norma", non escludendo nemmeno di procedere con un decreto legge.

"Maggio è anche il mese per la Pac- ricorda Martina- Le due cose si tengono e danno il grande disegno complessivo che questo governo con il Parlamento sta mettendo in piedi per l'agricoltura italiana".  Il ministro ci crede "molto e- ha concluso- penso che questo sia il passo giusto per il rilancio del settore agroalimentare".


Situazioni affrontate con modalità molto in generale senza veramente addentrarsi nei veri problemi, con vere proposte di soluzione. 
Se il Ministro vuole siamo disponibili ad un incontro con le nostre proposte!!!

martedì 1 luglio 2014

Mini post
che nell'attuale "difficile" 
situazione di mercato merita!!! 



Incapacità, non volontà di fare le cose o cos'altro???

Il parere di un operatore del settore
Pesche e nettarine: per il calibro A si potrebbe pensare a linee commerciali differenti

"Il calibro A di pesche e nettarine funziona fino a metà luglio. Da lì in avanti, di fronte a un eccesso di frutti di queste dimensioni, si pone il problema di collocare il prodotto. I cestini da 6 frutti/1kg, utilizzati in tutta Europa per i calibri B e C, sono infatti difficili da legalizzare, in questo caso. Occorre trovare una linea commerciale diversa. Da quanto ho potuto riscontrare, il cartoncino 24x40 cm da 2-2,5 kg, ad esempio, potrebbe essere risolutivo a tale scopo." E' il commento a FreshPlaza di un operatore privato, attivo in qualità di ufficio commerciale estero per diverse aziende.

"L'handicap sta nel costo e nel rapporto imballaggio/peso. Il contenuto infatti è equivalente a 12-14 frutti, spesso associato all'offerta per famiglie, mentre andrebbe valorizzato con un giusto riconoscimento del prezzo. Anche perché, da metà luglio, il calibro A diventa quantitativamente importante, rappresentando quasi il 50% di tutte le pezzature disponibili."



L'andamento commerciale di pesche e nettarine
"Non c'è nulla di confortante in questo inizio di campagna estiva - continua l'operatore - Il mercato è entrato da subito in sofferenza, con scarsa richiesta e basso consumo. E' stato un cedimento continuo, sia per la raccolta anticipata, sia perché tutti i principali paesi produttori hanno ampia disponibilità di frutta. Il prodotto italiano è quindi arrivato su un mercato già impegnato in programmi di fornitura da altri stati e con prezzi stabilmente bassi, ai quali ci siamo dovuti adattare. Parliamo di Spagna per le nettarine e di Grecia per le pesche."

"I paesi verso cui esportiamo sono più o meno i soliti: Germania, Svizzera, Austria, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Slovacchia, Regno Unito, Paesi scandinavi. Sensibilmente meno in Russia, quest'anno."

Ma io dico questi ci sono o ci fanno??
Non spar come commercializzare il calibro A neanche che fosse chissà cosa!!!
Comunque stamattina mentre raccoglievo , mi si è "accesa la lampadina" , io un idea di marketing ce l'ho per il calibro A, se questi vogliono sapere sanno dove trovarmi!!

lunedì 16 giugno 2014

16 giugno, 
Tre commercianti
escono sulla stampa per......
....affossare il prezzo delle pesche ???
Speculazione anche approffittando
della stagione???


Pesche e nettarine, qualità ottima ma mercato debole. Bene le albicocche

"La partenza della campagna ha un po' tradito le attese", commenta Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna

E’ partita la campagna di raccolta di pesche e nettarine in Emilia Romagna. “La partenza della campagna ha un po’ tradito le attese - commenta Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna  e della OP Minguzzi Spa di Alfonsine -. Si è registrata infatti una grande concentrazione sul mercato di prodotto nazionale a causa del forte anticipo di raccolta delle prime varietà in Emilia Romagna quasi in coincidenza con le operazioni di raccolta nel Sud Italia".
"Un eccesso di offerta che ha indebolito il mercato per cui i buoni prezzi registrati negli ultimi due anni nel mese di giugno non si stanno confermando nel 2014, con una differenza a oggi di - 40 centesimi/kg - aggiunge Minguzzi -. A questo quadro si aggiunge – negativamente – la produzione spagnola con l’entrata in produzione, anche qui in anticipo, della principale area peschicola iberica, quella di Lerida. Ci attendiamo quindi un mese di sofferenze per pesche e nettarine sul fronte dei prezzi mentre la qualità del prodotto si annuncia ottima, specialmente in Romagna".


 Se le pere hanno deluso, il kiwi ha fatto da traino
Marco Salvi: chiusa una difficile campagna fragole, le pesche sono gia' in affanno

"Se ogni componente della filiera riesce a mettere in campo la sua specializzazione, con una maggiore collaborazione e condivisione di progetti, credo si possano migliorare le performance del settore ortofrutticolo. L'innovazione varietale ha dato una mano ai consumi, ed è un elemento sul quale dobbiamo continuare a puntare. Ma, al di là del servizio, va valutata anche la gestione che nel punto vendita deve avvenire in modo più attento. Ad esempio, raccogliamo le fragole, le confezioniamo in tempo reale dentro celle frigorifere, facendo lavorare il personale in ambienti a 10 gradi centigradi e poi spesso vediamo il prodotto posizionato nel punto vendita sotto riflettori a temperature molto elevate che inficiano tutto il nostro lavoro. In questi casi, nonostante l'innovazione varietale e l'attenzione alla catena del freddo, è difficile vedere valorizzato il nostro prodotto e fare reddito."

Così si era espresso Marco Salvi (in foto), numero uno dell'omonimo Gruppo e presidente di Fruitimprese, in occasione del recente convegno del Cso dedicato ai consumi italiani di frutta e verdura (cfr. FreshPlaza del 10/06/2014). Un motivo in più per interpellarlo sui problemi dell'ortofrutta alla vigilia della stagione estiva.



"Abbiamo appena terminato la campagna fragole – riferisce Salvi a FreshPlaza – Un'annata difficile, la seconda consecutiva, in cui i prezzi medi non sono stati soddisfacenti. L'unica nota positiva riguarda il prolungamento fino a oggi (13 giugno, NdR) della campagna; purtroppo, specialmente a maggio, le quotazioni sono state deludenti. Sul mercato italiano abbiamo sofferto la concorrenza del prodotto spagnolo, che ha fatto scendere decisamente la media dei prezzi. Anche le fragole di Verona, che sono commercializzate in un periodo concentrato di tre settimane, sono state penalizzate dalla sovrapposizione con l'offerta tedesca. E' mancato completamente l'export del prodotto, il che ha comportato un ulteriore calo dei prezzi sul mercato interno."

"Puntiamo sulla qualità e sulla freschezza delle nostre fragole. Se arriva prodotto dalla Spagna va bene, questo è il commercio. Però in etichetta deve essere indicata chiaramente l'origine della merce. I nostri costi non sono competitivi rispetto a quelli di Spagna, Grecia e Marocco e, proprio a causa di questo, in Italia abbiamo quasi dimezzato la superficie destinata a fragole - attualmente non più di 4.000 ettari - Sfido chiunque a dimostrare che un cestino da 500 grammi venduto a 70-80 centesimi sia di provenienza italiana. Produrre un chilo di fragole a noi costa 1,60 euro, cui dobbiamo aggiungere i costi di packaging e logistica nonché la scontisca spesso elevata richiesta dalla Gdo."

Uno sguardo alle drupacee
Su 50 ettari di superficie coperta, a Battipaglia, in provincia di Salerno, il Gruppo Salvi produce pesche e nettarine precoci, in grado di entrare sul mercato quasi in contemporanea con il prodotto spagnolo. "Da metà maggio fino a oggi – osserva Salvi – le produzioni precoci di pesche e nettarine, di buona qualità e pezzatura, sono state commercializzate bene, con prezzi abbastanza soddisfacenti. Negli ultimi 3-4 giorni è però aumentata la pressione, con il prodotto in arrivo in anticipo dal Nord Italia e da Lerida, in Spagna. Ovviamente, di fronte a un'offerta polverizzata, i buyer della Grande distribuzione possono fare bene il loro lavoro di acquistare al miglior prezzo."

"Nel giro di una settimana, insomma, malgrado un discreto andamento dei consumi, il ribasso delle quotazioni è stato veloce e significativo. Sui listini ormai si ragiona togliendo 5 centesimi per volta, un sistema penalizzante per la produzione. La stagione è all'inizio, ma stiamo già arrivando a prezzi che - parliamo di varietà precoci, in genere meno produttive - mettono a rischio la copertura dei costi. Unico vantaggio, al momento, è l'anticipo, stimato in una decina di giorni al Nord, che permette di ampliare il periodo di commercializzazione. Ma è difficile pensare che questo sarà sufficiente a portare a termine una campagna discreta."

La testimonianza di Leonardo Odorizzi
Nel veronese e' gia' crisi per pesche e nettarine, a soli 20 giorni dall'avvio della raccolta

"Già alla data del 13 giugno 2014, dopo solo 20 giorni dall'inizio della raccolta, ci vediamo costretti a lanciare un primo segnale d'allarme per la crisi che si sta abbattendo sulle pesche e nettarine prodotte in Veneto, ma anche nelle altre Regioni." Così riferisce a FreshPlaza Leonardo Odorizzi (in foto), riportando il parere della sua omonima impresa Odorizzi e di altri colleghi operanti nelle zone di Villafranca e Sommacampagna (VR)

"La campagna di commercializzazione 2014 è iniziata sotto tono, con prezzi di ben 30 centesimi di euro/Kg inferiori rispetto al 2013. Una flessione delle quotazioni che s'innesca tra l'altro su una situazione produttiva non positiva. Le grandinate hanno infatti distrutto il 50% della produzione veneta di drupacee, mentre il virus della Sharka (Plum Pox Virus-PPV) sta decimando intere varietà, come ad esempio la nettarina Big Bang."

La conseguenza è presto detta, prosegue Odorizzi: "Non riusciamo a remunerare più di 30/40 centesimi di euro/Kg i produttori che ci consegnano la merce di buona qualità. Al contempo, mi risulta che le catene della GDO stiano proponendo prezzi di 70/75 centesimi di euro/Kg per i cestini confezionati; salvo poi trovarli a 2,5 euro/Kg sui banchi..."

"Considerando che il grosso della produzione di pesche e nettarine della regione Emilia-Romagna, prima produttrice italiana, e del nord della Spagna deve ancora arrivare sul mercato, rischiamo di trovarci a fine giugno 2014 con i prezzi del 2012, cioè con 20 centesimi di euro al chilo! Il trend negativo va fermato subito! Qui è questione di decidere se l'agricoltura italiana vada difesa e mantenuta o se vogliamo ritrovarci tutti quanti con i terreni incolti nel giro di qualche anno!"

Ancora meno roseo il quadro per quanto attiene la frutta destinata alla trasformazione industriale. Leonardo Odorizzi testimonia: "Siamo a 5/6 centesimi di euro/Kg; un prezzo che non copre nemmeno i costi di raccolta. Il tutto anche per via della bocciatura delle Commissione Europea circa la proposta italiana di innalzare le percentuali di frutta nei succhi di frutta. La recente approvazione della Camera riguardo la percentuale del 20% (invece che del 12%) di succo di arance nelle bibite derivate vale infatti solo per i prodotti trasformati nel nostro Paese, creando un ulteriore pasticcio normativo; anche se costituisce pur sempre un timido passo avanti."

Odorizzi conclude: "Se poi ci si viene anche a dire che, proprio a causa dell'introduzione dell'Art. 62 che prevede il pagamento a 30 giorni dei prodotti deperibili da parte della grande distribuzione, gli utili di quest'ultima si sono azzerati dal 2007 ad oggi (vedi qui), quando sappiamo tutti benissimo che i famosi 30 giorni restano solo sulla carta, la situazione diventa davvero imbarazzante e ci si chiede ogni giorno di più per cosa stiamo lavorando."

venerdì 23 maggio 2014

Chi sono i
                                        ???









Interprofessione pera sotto accusa!!!
Perchè solo ora si svegliano i nostri operatori commerciali e rappresentanti di strutture commerciali, avevano bisogno di aspettare così tanto tempo prima di muoversi??
E ora chi paga 60milioni di euro di danni , solo gli agricoltori??

Gli operatori del settore italiano delle pere si mobilitano per evitare un nuovo "caso etossichina"
La stagione 2013/14 della pera italiana ha dovuto fronteggiare una problematica finora tenuta sotto controllo: quella del fenomeno noto come "riscaldo" delle pere, che provoca notevoli danni sul prodotto con un'elevata incidenza sugli scarti.
"Da una stima prudenziale fatta dal Cso Centro servizi ortofrutticoli - spiega a FreshPlaza Simona Rubbi, responsabile Progettazione e Legislazione Cso - i danni fin qui registrati per la merce immagazzinata sono quantificabili in circa il 30% della produzione commercializzabile, che in termini economici equivale a un valore di oltre 60 milioni di euro. Una perdita ingente e interamente sostenuta dai produttori, i quali non dispongono al momento di valide ed efficaci alternative per la conservazione ottimale delle pere."
Riscaldo superficlale (Foto Diproval - Unibo).
La problematica prende le mosse dall'entrata in vigore della nuova normativa europea in materia di agrofarmaci la quale, in fase di revisione, ha eliminato diversi principi attivi normalmente impiegati in ortofrutta fino a qualche anno fa. Tra questi, anche l'etossichina (sostanza anti-riscaldo) non è più utilizzabile.
Venerdì scorso, 16 maggio 2014, Davide Vernocchi, presidente di ApoConerpo, Massimo Passanti e Vanni Girotti, vicepresidenti di Conserve Italia, gli amministratori di ApoConerpo, Roberto Cera, Raffaele Drei, Adriano Aldrovrandi, e il direttore, Gabriele Chiesa, hanno incontrato il Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, presso lo stabilimento di Conserve Italia di San Lazzaro di Savena (BO).
All'incontro ha partecipato anche Gianni Amidei, presidente dell'OI Pera, il quale ha colto l'occasione per affrontare ancora una volta con le istituzioni il grave problema del riscaldo superficiale delle pere legato appunto alla mancanza di trattamenti post-raccolta efficaci quanto l'etossichina.
Nonostante a livello tecnico il Cso ne abbia ripetutamente chiesto il ripristino alle competenti istituzioni, il nodo è venuto al pettine solo ora perché, fino alla stagione 2012/13, le aziende hanno potuto utilizzare le scorte di etossichina ancora esistenti, ai fini del loro smaltimento. Oggi, invece, solo l'autorizzazione del competente ministero italiano della Salute a un uso limitato e controllato della molecola (ai sensi dell'art. 53 del Regolamento CE 1107/2009), potrebbe consentirne l'impiego.
E questo, sottolinea Rubbi, "è quanto hanno già chiesto alle loro rispettive autorità nazionali – e ottenuto - i produttori di pere spagnoli e portoghesi. L'uso di etossichina ai fini anti-riscaldo, infatti, non è proibito in questi Paesi. Ma la conseguenza è un mercato europeo della pera in cui i competitor non dispongono dei medesimi mezzi, pur essendo tutti membri dell'Unione europea".
Il paradosso della situazione attuale, infatti, sta nell'impossibilità di utilizzare l'etossichina in Italia, che però importa pere da Paesi dove l'uso di questa molecola è consentito. Va ricordato, peraltro, che la frutta di importazione non presenta residui fuori legge anche perché, oltre ad avere il Limite Massimo Ammesso (MRL) previsto dalla normativa, l'etossichina è fotolabile ed è sufficiente che la merce prenda luce per eliminarne ogni traccia.
Tra l'altro, è anche stato stimato il valore dell'impurezza che potrebbe essere presente sulla buccia dei frutti trattati con etossichine: si tratta di valori estremamente esigui (0,00002025/kg di prodotto), tanto più se si considera che nella maggior parte dei casi le pere vengono sbucciate prima di essere consumate.


E la politica italiana  che farà, ci fornirà la deroga per essere competitivi?

martedì 13 maggio 2014


LA PATATA INDIGESTA!!!



Servizio della trasmissione televisiva report, 
a mio pare molto ambiguo,
cosa ci sarà di vero??




Qual'è il suo ruolo,....colpevole o ... incastrato?

CLAUDIO GAMBERINI SI È DIMESSO DA CONAD

Inserito Mercoledì, 7 maggio, 2014 - 15:18 Claudio Gamberini (nella foto) si è dimesso da Conad. La clamorosa notizia, che nelle ultime ore stava circolando tra gli addetti ai lavori, ha trovato conferma nello stesso responsabile acquisti Ortofrutta della seconda catena della grande distribuzione italiana.
“Confermo le mie immediate dimissioni, irrevocabili, dall’azienda”, esordisce l’ormai ex buyer di Conad, uno dei più conosciuti professionisti del settore in Italia e non solo. La decisione di Gamberini è arrivata dopo il servizio di Report dedicato alle importazioni di patate francesi in Italia (leggi news) in cui si è tirato in ballo il manager di Conad, per una presunta regalia che avrebbe ricevuto da una nota azienda pataticola bolognese. “È stata una scelta forte, molto dolorosa, ma necessaria per liberare Conad dalle chiacchiere che in questi giorni si sono create su questo episodio. Non voglio commentare più di tanto l’infamante aggressione mediatica del servizio in questione”, spiega Gamberini, ancora visibilmente scosso dalla vicenda. “Rimane però il fatto che lascia molto amaro in bocca terminare in questo modo l’attività professionale in Conad che portavo avanti con successo da vent’anni”. Sull’episodio in questione Gamberini, che nel contempo ringrazia tutta l’azienda e i suoi collaboratori per il lavoro svolto assieme, si difende sottolineando di non aver nulla da rimproverarsi. “Ora ho bisogno di ritrovare la serenità che purtroppo dopo questa vicenda ho perduto. Dispiace solo concludere il mio rapporto con Conad in questo modo inimmaginabile fino a pochi giorni fa”.

lunedì 5 maggio 2014

.......Il vincente trova sempre una strada 
il perdente trova sempre una scusa
cit.



 

Stagione frutticola 2014
....si cercano già le scuse e i colpevoli nel caso fosse un'annata "storta"!!
Perchè non usare la materia grigia per pensare a cosa si può fare per ottenere un prezzo dignitoso per gli Agricoltori???
O meglio io saprei cosa fare,... strategie commerciali tra le grandi strutture cooperative e i commercianti trasformati in O.P, o gli si da certe regole o perdono i requisiti per essere riconosciute O.P
la regione Emilia-Romagna "capitale" dell'aggregazione commerciale, negli anni con il supporto di coldiretti ha disgregato NON aggregato!!
favorendo la nascita delle O.P di "carta" !!!

1) non si può parlare di produzioni eccessive o no in questo periodo, soprattutto dopo una settimana di grosse grandinate!!
2) non piangiamoci addosso ora, cercando scuse, come situazione Russa, calo dei consumi  o Spagna con quantità eccessiva, cerchiamo di vendere al meglio!!

RISOLTO IL PROBLEMA DEL TRATTAMENTO POST-RACCOLTA PER LA CONSERVAZIONE DELLE PERE LA FAMOSA "ETOSSICHINA".
PER LA MANCANZA DELLA RICHIESTA DI DEROGA SULL'USO DI QUESTO PRODOTTO, IL MERCATO DELLE PERE è ANDATO MALUCCIO.
ORA INVECE DI VANTARSI DI AVER RISOLTO IL PROBLEMA, COME STA FACENDO UNA COOPERATIVA   CI DOVREBBERO SPIEGARE COME MAI NON L'HANNO CHIESTA SEI MESI FA QUESTA DEROGA???
I COLPEVOLI SONO LE VARIE STRUTTURE DI COMMERCIALIZZAZIONE.

 DOBBIAMO DIRE GRAZIE A DE CASTRO PER IL SUO SUPPORTO NELLA SOLUZIONE DEL PROBLEMA, ANCHE SE NON ERA PROPRIO SUO COMPITO!

domenica 30 marzo 2014

La "spinosa" vicenda 
del 



Questa volta si usano le maniere forti ovvero le vie legali!



Consorzio Parmigiano, Alai:
"Gravi falsità contro di noi"

Il presidente commenta duramente le critiche ricevute in seguito all'arresto del direttore Deserti, già sospeso dall'ente. "Ricorreremo a vie legali"



"Saranno i nostri legali ad occuparsi di vicende, dichiarazioni e valutazioni che si fondano sull'ambiguità quando non sull'esplicita falsità, gettando artatamente ombre sul Consorzio e su quegli amministratori che si muovono nell'esclusivo interesse dei consorziati e dei produttori di latte e non secondo logiche di appartenenza politica o associativa".

E' duro il giudizio del presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Giuseppe Alai sulle critiche ricevute in seguito ai nuovi arresti domiciliari del direttore Riccardo Deserti.

L'ente ha già provveduto a sospenderlo dall'incarico, rigettando "tutte le accuse mosse in questi giorni all'operato degli amministratori da una campagna irresponsabile e lesiva della reputazione del Parmigiano Reggiano".

Tra i commenti più critici era arrivato anche quello della Coldiretti, che aveva parlato di "omertà di alcuni dirigenti che nascondono agli associati le indagini della magistratura sul direttore generale".

"Pur in presenza di presunti reati che nulla hanno a che vedere con il Consorzio e le funzioni svolte da Deserti  -  replica il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai  -  il Comitato Esecutivo ha proceduto alla sospensione del dr. Deserti a fronte della necessità di un presidio dei suoi compiti all'interno dell'Ente e dopo alcuni giorni di attesa nei quali non sono però pervenuti elementi chiarificatori della sua posizione. Augurando al dr. Deserti di poter chiarire la propria estraneità ad ogni fatto contestato  riteniamo che questa scelta, non più rinviabile, consenta anche al diretto interessato di esercitare al meglio il proprio diritto alla difesa".

In merito a "interventi e dichiarazioni che il Direttivo ha definito lesive degli interessi degli stessi produttori", Alai ha fatto sapere: "Saranno i nostri legali ad occuparsi di vicende, dichiarazioni e valutazioni che si fondano sull'ambiguità quando non sull'esplicita falsità, gettando artatamente ombre sul Consorzio e su quegli amministratori che si muovono nell'esclusivo interesse dei consorziati e dei produttori di latte e non secondo logiche di appartenenza politica o associativa.  Il ricorso alle vie legali  resta l'unica soluzione a fronte di reiterati attacchi che vanno contro i dati di fatto e il senso di responsabilità che dovrebbe mantenere chi opera nell'interesse del mondo agricolo, delle sue eccellenze e dei suoi organismi di tutela".

"Parlare di contraffazioni, ad esempio  -  spiega Alai - è gravissimo per un prodotto assolutamente naturale e artigianale, che semmai è il più imitato proprio per queste sue caratteristiche, così come è grave sostenere falsità a carico di persone e di un Ente con i cui amministratori occorrerebbe confrontarsi su fatti che attengono la loro attività, come la lotta alle imitazioni, la regolazione dell'offerta, l'andamento del prodotto in Italia e all'estero, verificando così i risultati concreti del loro lavoro. Lasciando dunque ad altri protagonisti del sistema agroalimentare italiano il compito di un confronto necessario e più generale sul come si possa essere davvero al servizio dei produttori  -  conclude

Alai - è contro precise mistificazioni e falsità che agiremo proprio con quella chiarezza e trasparenza che qualcuno ha inteso mettere in dubbio, alimentando campagne di discredito che certamente non hanno come fine gli interessi dei produttori di Parmigiano Reggiano".





Questa volta pare che l'hai combinata grossa 
Caro





Ed ecco la lettera, 
finalmente qualcuno dice le cose come stanno!!!
cose che i "TRASVERSALI" dicono ormai da 10 anni, ma quasi nessuno ci ha ascoltato, ....faceva comodo "convivere" con Coldiretti anche perchè molti dirigenti sono ancora associati!!!




Ma quanto avevano ragione 
i "TRASVERSALI"
QUANDO ORMAI DA 10 ANNI DICONO QUESTE COSE!!!



La Coldiretti ("stranamente") Risponde  !!!




lunedì 24 marzo 2014


ESSERE O NON ESSERE QUESTO è IL PROBLEMA!!!

Essere non essere o avere o non avere non lo so, quale sia il giusto, ma una domanda sorge spontanea:
Ma tra i dirigenti CIA ad incominciare dal vicepresidente Nazionale, nonchè Presidente Emilia-Romagna CIA Antonio Dosi, sono d'accordo sulle parole del loro Presidente Scanavino, in quell' OTTIMO passaggio dove parla della rappresentanza e di Coldiretti??
Visto che Dosi pare essere "affezionato" al suo collega
" Tonello".... "principe giallo" dell'Emilia Romagna agricola.




Buone dichiarazioni nel suo complesso!!



DINO SCANAVINO: “NON SIAMO RIVENDICATORI PURI, MA PROPOSITORI VERI”STIAMO PER SOTTOSCRIVERE CONTRATTO CON EXPO. MA LEGATI DA AGRINSIEME COME PROTAGONISTI, NON COME SPETTATORI

DINO-SCANAVINO


Una politica all’insegna della continuità. quella annunciata ad AGRICOLAE dal presidente della Cia Dino Scanavino. Dato che “non c’è necessità di interrompree le linee approvate finora”. Molte le priorità sul tavolo della Confederazione agricoltori italiani: “prima di tutte quella della contingenza”, spiega.”Abbiamo scritto al ministro, la questione dei fascicoli bloccati sta portando le aziende in sofferenza”. Poi quelle strutturali, più a largo respiro: “abbiamo scritto anche al ministro del Lavoro Poletti chiedendo che il lavoro a tempo determinato in agricoltura, superando un certo numero di giornate, possa accedere agli sgravi contributivi previsti già per le altre attività”. E poi naturalmente la Pac: “abbiamo avuto contatti a livello ministeriale e i nostri tecnici sono al lavoro. Abbiamo bisogno di un Psr e di una Pac che stavolta davvero rafforzino le imprese sostenendo la presenza delle famiglie coltivatrici nelle aree rurali. E dato che il supporto che queste possono dare per la tutela del paesaggio e la lotta al rischio idrogeologico è grande – precisa – l’Unione europea deve farsene carico”.
Scanavino ha le idee chiare sull’approccio da avere in ambito politico e agricolo: “Non siamo dei rivendicatori puri – spiega – ma dei propositori veri”. “Un altro tema importante per noi è quello della semplificazione e dell’alleggerimento dello Stato che Renzi ha promesso di fare. Siamo pronti a sostenerlo. Una burocrazia deve aiutare e deve sostenere, non deve complicare. Occorre fare in modo che tutti abbiano gli stessi diritti. Oggi gli imprenditori sono frenati dai costi e dal blocco psicologico che comporta la burocrazia italiana. Una cosa drammatica in un momento in cui abbiamo invece  bisogno di imprenditorialità”.
E questo è uno dei cavalli di battaglia del coordinamento di Agrinsieme: quello di sviluppare l’impresa per renderla competitiva sul mercato. Anche abbattendo la burocrazia e trovando compromessi tra i vari attori della filiera. “Con Agrinsieme abbiamo messo in piedi uno strumento che sta funzionando molto bene”, prosegue il presidente della Cia. “Le nostre proposte vengono fuori dopo un dibattito interno. Trovando accordi anche su quesitoni importanti”, come quella del vino. E i rapporti con le altre organizzazioni? “Con Copagri dialoghiamo serenamente”, precisa. “Con la Coldiretti noi dialogheremo quando la Coldiretti si convincerà che non può rappresentare l’agricoltura da sola, perché pur essendo grande non ne ha il titolo. E si siederà con l’altra parte della rappresentanza, che è maggioritaria”.
Altro punto importante delle linee guida di Scanavino quello dell’Expo: “Stiamo per sottoscrivere un contratto con Expo per una nostra partecipazione. Mancano solo dei dettagli di carattere tecnico”, dice. “Avremo uno spazio sia come Confagricoltura e Cia che come mondo della cooperazione. Ma tutti legati da un filo comune che si chiama Agrinsieme”. “Crediamo che sia importante e siamo preoccupati per quanto sta accadendo. L’esposizione mondiale è strategica e di grande importanza. L’agroalimentare è il motore di Expo 2015 ed è giusto che ci siamo tutti come protagonisti – conclude . e non come spettatori”.