venerdì 23 maggio 2014

Chi sono i
                                        ???









Interprofessione pera sotto accusa!!!
Perchè solo ora si svegliano i nostri operatori commerciali e rappresentanti di strutture commerciali, avevano bisogno di aspettare così tanto tempo prima di muoversi??
E ora chi paga 60milioni di euro di danni , solo gli agricoltori??

Gli operatori del settore italiano delle pere si mobilitano per evitare un nuovo "caso etossichina"
La stagione 2013/14 della pera italiana ha dovuto fronteggiare una problematica finora tenuta sotto controllo: quella del fenomeno noto come "riscaldo" delle pere, che provoca notevoli danni sul prodotto con un'elevata incidenza sugli scarti.
"Da una stima prudenziale fatta dal Cso Centro servizi ortofrutticoli - spiega a FreshPlaza Simona Rubbi, responsabile Progettazione e Legislazione Cso - i danni fin qui registrati per la merce immagazzinata sono quantificabili in circa il 30% della produzione commercializzabile, che in termini economici equivale a un valore di oltre 60 milioni di euro. Una perdita ingente e interamente sostenuta dai produttori, i quali non dispongono al momento di valide ed efficaci alternative per la conservazione ottimale delle pere."
Riscaldo superficlale (Foto Diproval - Unibo).
La problematica prende le mosse dall'entrata in vigore della nuova normativa europea in materia di agrofarmaci la quale, in fase di revisione, ha eliminato diversi principi attivi normalmente impiegati in ortofrutta fino a qualche anno fa. Tra questi, anche l'etossichina (sostanza anti-riscaldo) non è più utilizzabile.
Venerdì scorso, 16 maggio 2014, Davide Vernocchi, presidente di ApoConerpo, Massimo Passanti e Vanni Girotti, vicepresidenti di Conserve Italia, gli amministratori di ApoConerpo, Roberto Cera, Raffaele Drei, Adriano Aldrovrandi, e il direttore, Gabriele Chiesa, hanno incontrato il Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, presso lo stabilimento di Conserve Italia di San Lazzaro di Savena (BO).
All'incontro ha partecipato anche Gianni Amidei, presidente dell'OI Pera, il quale ha colto l'occasione per affrontare ancora una volta con le istituzioni il grave problema del riscaldo superficiale delle pere legato appunto alla mancanza di trattamenti post-raccolta efficaci quanto l'etossichina.
Nonostante a livello tecnico il Cso ne abbia ripetutamente chiesto il ripristino alle competenti istituzioni, il nodo è venuto al pettine solo ora perché, fino alla stagione 2012/13, le aziende hanno potuto utilizzare le scorte di etossichina ancora esistenti, ai fini del loro smaltimento. Oggi, invece, solo l'autorizzazione del competente ministero italiano della Salute a un uso limitato e controllato della molecola (ai sensi dell'art. 53 del Regolamento CE 1107/2009), potrebbe consentirne l'impiego.
E questo, sottolinea Rubbi, "è quanto hanno già chiesto alle loro rispettive autorità nazionali – e ottenuto - i produttori di pere spagnoli e portoghesi. L'uso di etossichina ai fini anti-riscaldo, infatti, non è proibito in questi Paesi. Ma la conseguenza è un mercato europeo della pera in cui i competitor non dispongono dei medesimi mezzi, pur essendo tutti membri dell'Unione europea".
Il paradosso della situazione attuale, infatti, sta nell'impossibilità di utilizzare l'etossichina in Italia, che però importa pere da Paesi dove l'uso di questa molecola è consentito. Va ricordato, peraltro, che la frutta di importazione non presenta residui fuori legge anche perché, oltre ad avere il Limite Massimo Ammesso (MRL) previsto dalla normativa, l'etossichina è fotolabile ed è sufficiente che la merce prenda luce per eliminarne ogni traccia.
Tra l'altro, è anche stato stimato il valore dell'impurezza che potrebbe essere presente sulla buccia dei frutti trattati con etossichine: si tratta di valori estremamente esigui (0,00002025/kg di prodotto), tanto più se si considera che nella maggior parte dei casi le pere vengono sbucciate prima di essere consumate.


E la politica italiana  che farà, ci fornirà la deroga per essere competitivi?

martedì 13 maggio 2014


LA PATATA INDIGESTA!!!



Servizio della trasmissione televisiva report, 
a mio pare molto ambiguo,
cosa ci sarà di vero??




Qual'è il suo ruolo,....colpevole o ... incastrato?

CLAUDIO GAMBERINI SI È DIMESSO DA CONAD

Inserito Mercoledì, 7 maggio, 2014 - 15:18 Claudio Gamberini (nella foto) si è dimesso da Conad. La clamorosa notizia, che nelle ultime ore stava circolando tra gli addetti ai lavori, ha trovato conferma nello stesso responsabile acquisti Ortofrutta della seconda catena della grande distribuzione italiana.
“Confermo le mie immediate dimissioni, irrevocabili, dall’azienda”, esordisce l’ormai ex buyer di Conad, uno dei più conosciuti professionisti del settore in Italia e non solo. La decisione di Gamberini è arrivata dopo il servizio di Report dedicato alle importazioni di patate francesi in Italia (leggi news) in cui si è tirato in ballo il manager di Conad, per una presunta regalia che avrebbe ricevuto da una nota azienda pataticola bolognese. “È stata una scelta forte, molto dolorosa, ma necessaria per liberare Conad dalle chiacchiere che in questi giorni si sono create su questo episodio. Non voglio commentare più di tanto l’infamante aggressione mediatica del servizio in questione”, spiega Gamberini, ancora visibilmente scosso dalla vicenda. “Rimane però il fatto che lascia molto amaro in bocca terminare in questo modo l’attività professionale in Conad che portavo avanti con successo da vent’anni”. Sull’episodio in questione Gamberini, che nel contempo ringrazia tutta l’azienda e i suoi collaboratori per il lavoro svolto assieme, si difende sottolineando di non aver nulla da rimproverarsi. “Ora ho bisogno di ritrovare la serenità che purtroppo dopo questa vicenda ho perduto. Dispiace solo concludere il mio rapporto con Conad in questo modo inimmaginabile fino a pochi giorni fa”.

lunedì 5 maggio 2014

.......Il vincente trova sempre una strada 
il perdente trova sempre una scusa
cit.



 

Stagione frutticola 2014
....si cercano già le scuse e i colpevoli nel caso fosse un'annata "storta"!!
Perchè non usare la materia grigia per pensare a cosa si può fare per ottenere un prezzo dignitoso per gli Agricoltori???
O meglio io saprei cosa fare,... strategie commerciali tra le grandi strutture cooperative e i commercianti trasformati in O.P, o gli si da certe regole o perdono i requisiti per essere riconosciute O.P
la regione Emilia-Romagna "capitale" dell'aggregazione commerciale, negli anni con il supporto di coldiretti ha disgregato NON aggregato!!
favorendo la nascita delle O.P di "carta" !!!

1) non si può parlare di produzioni eccessive o no in questo periodo, soprattutto dopo una settimana di grosse grandinate!!
2) non piangiamoci addosso ora, cercando scuse, come situazione Russa, calo dei consumi  o Spagna con quantità eccessiva, cerchiamo di vendere al meglio!!

RISOLTO IL PROBLEMA DEL TRATTAMENTO POST-RACCOLTA PER LA CONSERVAZIONE DELLE PERE LA FAMOSA "ETOSSICHINA".
PER LA MANCANZA DELLA RICHIESTA DI DEROGA SULL'USO DI QUESTO PRODOTTO, IL MERCATO DELLE PERE è ANDATO MALUCCIO.
ORA INVECE DI VANTARSI DI AVER RISOLTO IL PROBLEMA, COME STA FACENDO UNA COOPERATIVA   CI DOVREBBERO SPIEGARE COME MAI NON L'HANNO CHIESTA SEI MESI FA QUESTA DEROGA???
I COLPEVOLI SONO LE VARIE STRUTTURE DI COMMERCIALIZZAZIONE.

 DOBBIAMO DIRE GRAZIE A DE CASTRO PER IL SUO SUPPORTO NELLA SOLUZIONE DEL PROBLEMA, ANCHE SE NON ERA PROPRIO SUO COMPITO!