domenica 2 marzo 2014

Oggi 2 post interessanti
...Scaldiamo l'atmosfera!!!

Avere il pane ma non i denti !!
 
Ora abbiamo i contributi, ma non abbiamo le polizze!!
Dal 2015 ci saranno 293 milioni di euro per le assicurazioni, ma il futuro non è roseo, un mondo agricolo molto diviso su questo settore che sembra che come obbiettivo abbia di portare a casa i contributi invece di pensare di darci un valido sistema di copertura!
E quest'anno ce ne la prova concreta!


Comunicato Stampa


GLI AGRICOLTORI CON LE "SPALLE SCOPERTE"



Per i frutticoltori romagnoli,il sistema assicurativo contro le calamità naturali (grandine,vento forte,uragani,gelo-brina,ecc.),è fondamentale per garantire un minimo di redditività e sostenibilità finanziaria,anche a fronte di eventi eccezzionali.
D'altronde gli investimenti che servono ad una azienda frutticola a partire dall'impianto (35-40.000 euro/ha),a proseguire con le attrezzature ed i macchinari adeguati alle normative attuali sulla sicurezza,richiedono importanti investimenti e risorse economiche.
Per questo alcuni anni fa il G.T.A.,assieme ad alcune associazioni di categoria,ha fatto una battaglia decisa ed estenuante sul ripristino dei finanziamenti al fondo di solidarietà nazionale,che doveva servire a finanziare in modo adeguato le assicurazioni contro le calamità,in maniera da rendere possibili e sostenibili, i costi per le singole aziende agricole.
Poi, la politica ed il ministero delle politiche agricole,viste le limitate risorse finanziarie pubbliche,ha deciso di trovare la disponibilità delle risorse necessarie,tramite i fondi PAC della comunità europea.
Poi a qualcuno è venuto in mente,viste le innumerevoli crisi frutticole,di "risolvere" anche i problemi commerciali,"scaricando" sulle assicurazioni,la mancata programmazione,l'inefficienza e la mancanza di vere idee innovative: sono partite così,soprattutto nel 2011,polizze a copertura del reddito che si sono rivelate insostenibili e,cosa più grave,oggi i dati statistici di quelle polizze,fanno si che i parametri per il calcolo del contributo europeo a beneficio dell'azienda agricola,siano talmente penalizzanti da rendere insostenibil i costi a carico degli agricoltori per le polizze multirischio.
Poi la comunità europea ha pensato di dotare la nuova PAC di risorse finanziarie specifiche,per la costituzione di fondi mutualistici da attivare per la tutela e la stabilizzazione del reddito degli agricoltori.
Poi alcune strutture commerciali (O.P.) e organizzazioni professionali (sindacati),stanno pensando a come attivarsi per attingere a questi fondi,senza avere idee chiare e precise di come utilizzarli per lo scopo al quale sono dedicati.
Il risultato finale è che,oggi,dopo una lunga battaglia il mondo agricolo ha più certezze sui finanziamenti e sulle risorse necessarie a finanziare le assicurazioni,ma non ha lo strumento,cioè le assicurazioni adeguate,poichè allo stato attuale,visto il rischio imminente del gelo-brina sulle colture frutticole,per il loro anticipo vegetativo dovuto ad un inverno mite,per non dire inesistente,gli agricoltori si trovano nella necessità di stipulare contratti assicurativi che nessuna compagnia è disposta a stipulare ,o che comunque,viste le attuali condizioni contrattuali,sono economicamente e contrattualmente insostenibili.
Con l'aggravante che alcuni assicuratori o broker's,sotto la "copertura" di alcune principali O.P. della romagna (Apofruit e Terremerse),stanno "vendendo" illusorie polizze assicurative non operative ad agricoltori associati,con promesse di costi e coperture inesistenti,quindi senza nessun rispetto delle normative ISVAP in vigore.
Rimaniamo allibiti di come tutto questo avvenga  nel silenzio assoluto e ,addirittura a volte,con il beneplacito di chi si erge a difensore e rappresentante del settore e degli agricoltori in genere.

                                                                                                                                            Il consiglio G.T.A.





Mi siedo sulla riva del fiume 
e aspetto.............




Sei anni fa mi candidai la sera stessa delle elezioni per il consiglio d'amministrazione della Cooperativa AGRISOL (coop.va mezzi tecnici aderente confcoop.ve) di Bagnacavallo, e mi dissero che non potevo e non mi fecero candidare.
Con metodi non proprio chiari e più che chiari erano "bianche" come...... le deleghe???
Tre anni fa mi candidai dichiarandolo per tempo e per iscritto, anche perchè c'era un posto disponibile, mi fecero candidare però praticamente ero io contro una lista e non contro altri candidati  senza liste.
Non mandarono avviso dell'assemblea elettiva proprio a Bagnacavallo o solo alcuni, .... è vero che non sono obbligati però...!!
E se non sbaglio non era neppure attaccato l'avviso nella bacheca del magazzino, infatti quella sera assemblea a Bagnacavallo, c'era pochissima soci della zona.
Che strano!!!!

Quest'anno è possibile candidarsi anche la sera stessa delle elezioni, anche se preferiscono che lo si dica prima.
Visto che, in questi sei anni fa non è stato fatto o cambiato nessun regolamento elettorale, perchè è cambiata la regola ???

Che abbiano regole "gialle" a proprio uso e consumo???
Poi tengono in consiglio uomini Coldiretti, la quale ha creato (UECOOP) una concorrenza a Confcooperative e 3 anni fa hanno fatto entrare in consiglio uno (cliente saltuario fino ad allora) che avendo già "fallito" in altra cooperativa, non dovrebbe neanche vederlo da lontano un consiglio d'amministrazione di una cooperativa!!
 Chi invece avrebbe  voglia di fare, non viene preso in considerazione, ......neanche un tantino "furbi" da fare bella figura, viene da pensare che se hanno paura di uno solo abbiano qualcosa da nascondere!!
Quindi che fare se non aspettare sulla riva del fiume..... ???

                                             Gianfranco Rambelli

venerdì 21 febbraio 2014


VIDEO    VIDEO    VIDEO
Saremmo curiosi di sapere chi non è d'accordo con le dichiarazioni rilasciate nelle interviste!

http://www.ravennawebtv.it/w/agricoltori-in-protesta-al-porto-di-ravenna-contro-gli-ogm-importati-dallestero/


Venerdì 21
Porto di Ravenna
Perchè se non possiamo piantare OGM li importiamo per cibo e mangimi???
Perchè nell'UE non ci sono le stesse regole per tutti sull'uso dei fitofarmaci??
Politica e certe associazioni dove sono??


Da anni l’agricoltura italiana sta subendo attacchi dai mercati esteri, in special modo su prodotti quali mais, soia, frumento che hanno e stanno massacrando i coltivatori del settore. Al di là di quanto succede per altre materie, va spiegato che è fondamentale la disparità di trattamento che gli agricoltori italiani subiscono da decenni e per questo vogliamo portare a conoscenza il cittadino, che per noi non è un semplice “consumatore”.
In Italia non si può produrre OGM, ma lo importiamo e quindi lo mangiamo, e paghiamo multe salate imposte dall’Unione Europea perché ne ha sancito la libertà di coltivazione. Tutti i giorni giungono sul suolo nazionale quantità enormi di OGM facendo concorrenza sleale alle nostre produzioni OGM Free. Un esempio: il 90% della farine di soia d’importazione sono OGM.
Vogliamo rendere noto alla popolazione ciò che sta avvenendo, smascherare le volontarie truffe ai danni di chi deve avere il diritto di decidere di cosa nutrirsi. Infatti la legge sull’etichettatura degli alimenti viene quotidianamente aggirata: sul prodotto finito non viene riportata la presenza o meno di OGM durante le fasi dell’alimentazione dell’animale.
Inoltre auspichiamo la parità di utilizzo dei fitofarmaci in tutta Europa, in quanto molti prodotti vietati in Italia sono di libero impiego in altri stati europei, questo penalizza il nostro lavoro e non ci rende competitivi con i nostri colleghi europei.
Per questi ed altri motivi viene indetta una manifestazione a carattere nazionale VENERDI 21 FEBBRAIO a Ravenna, il maggiore dei porti commerciali d’Italia per quanto concerne il transito di cereali.

Azione Rurale Veneto

 Il GTA a sostegno di Azione Rurale Veneto per il presidio che si terrà al porto di Ravenna il giorno 21 Febbraio.


Il GTA sostiene la manifestazione di protesta degli agricoltori veneti di Azione Rurale,che,con il loro presidio al porto di Ravenna,chiedono allo stato italiano ed alle istituzioni,di porre fine alla demagogia del "NO OGM" prodotto in Italia, ma "SI all'OGM" importato in Italia.

Il nostro paese sta sopportando uno stato di crisi economica e di paralisi politica e istituzionale senza precedenti negli ultimi anni.

Chiediamo a chi si farà carico di amministrare le sorti travagliate di questo paese,di porre fine all'ipocrisia di limitare con ogni sorta di lacci e lacciuoli burocratici e ideologici le nostre produzioni agricole,per poi importare di tutto senza limiti e, soprattutto senza regole,da tutte le parti del mondo.

I produttori agricoli italiani sono penalizzati,oltre che dalla crisi economica generale,dalla farraginosa ed asfissiante burocrazia,dalle restrittive normative e regole sull'uso dei prodotti fitosanitari,norme e regole che valgono per le nostre produzioni agroalimentari,ma non per gli stessi prodotti provenienti dai nostri concorrenti europei,ma che poi vengono venduti e consumati regolarmente nei mercati e dai consumatori italiani.

Per questo non siamo competitivi,non solo con i paesi emergenti, ma anche e soprattutto nei confronti dei partners europei ( Francia,Spagna,Belgio,Olanda,Grecia,Portogallo,ecc.).

Come dimostra la manifestazione al porto di Ravenna ,gli agricoltori non sono più disposti a farsi prendere in giro,nè dai politici,nè da pseudo-organizzazioni di categoria dedite alle statistiche ed a manifestazioni folcloristiche, e chiedono alla politica di agire immediatamente sulle leve della sburocratizzazione,della semplificazione normativa e della reciprocità delle norme e delle regole produttive in materia fitosanitaria,fiscale e burocratica,almeno con i paesi aderenti alla comunità europea.

Il Consiglio Direttivo

G.T.A

 Dire no all'Ogm prodotto in Italia e sì a quello importato è pura demagogia!!!



martedì 4 febbraio 2014

Arrosto o Fumo

Non scrivo niente leggete il comunicato
anche se si può riassumere così??

Dove è l'arrosto??? 

AGRICOLTURA: FIMA ;GOVERNO NON 

FINGA DI AUMENTARE COMPETITIVITA' A FAVORE DEL SETTORE

 

(AGENPARL) - Roma, 03 feb - “Se il collegato agricoltura alla Legge di Stabilità intende adottare misure che aumentino la competitività e riducano la burocrazia, allora è benvenuto, ma a condizione di partire da monte e non da valle. La questione agricola è strategica per l’Italia e deve entrare a far parte dell’ agenda del Governo, senza finzioni”. Lo ha dichiarato Saverio De Bonis, coordinatore della Fima, federazione italiana movimenti agricoli, in una nota diramata. “Se queste misure - prosegue la Fima - non impattano, a monte, cioè sul reddito degli agricoltori, non hanno alcuna utilità pratica, servono cioè a vivacchiare ma non a lenire le sofferenze del mondo agricolo, né ad aumentare la sua competitività per rilanciare l’ economia complessiva. Se invece diventano un paravento, a valle, per fornire nuovi servizi e risorse alle organizzazioni professionali, all’ agroindustria o a qualche commerciante, che vuole aprire qualche supermercato all’ estero con i risparmi derivanti dal riordino degli enti vigilati, allora - aggiunge la Fima - non si va da nessuna parte”. Il Governo - rileva la Fima - deve dire se ha intenzione di dare voce ai ceti medi e un senso a quella rappresentanza che è il cuore di una democrazia o se intende liberarsi del ceto medio italiano e allargare la forbice della povertà, in una deriva pericolosa per la tenuta sociale del Paese. Secondo la Fima, le linee di indirizzo politico da seguire per una vera competitività, che a partire dal mondo agricolo inneschi un processo virtuoso per il rilancio del Paese, sono molto chiare. Sulla competitività, gli interventi previsti su vari fronti sono parziali (ricambio generazionale, imprenditoria giovanile, innovazione tecnologica, filiera corta, sostegno al settore del riso e trasformazione del pomodoro), non incidono in maniera strutturale sul reddito degli agricoltori, nè sull’ accesso al credito. In particolare per il sostegno al reddito degli agricoltori, il collegato rimanda al recepimento degli strumenti previsti dalla Politica agricola comune 2014-2020 quali i fondi di mutualità e lo strumento per la stabilizzazione dei redditi. “Ma la Pac o i fondi europei di adeguamento alla globalizzazione - fa notare la Fima - hanno già fallito nei loro intenti, oggi la competitività aumenta se aumentano i ricavi o se si riducono i costi”. Ora, pensare che i redditi possano crescere attraverso gli aiuti europei, che invece diminuiscono da anni per incapacità dei nostri rappresentanti di difendere le posizioni dell’ Italia in ambito Ue, o che possano aumentare attraverso gli strumenti assicurativi per la gestione dei rischi, è pia illusione; lo dimostra il fatto di non aver saputo assicurare all’ Italia agricola le risorse del fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, che pure erano disponibili a Bruxelles, o di aver preferito destinare i fondi dei siti natura 2000 alle associazioni ambientaliste, invece che ai naturali destinatari, gli agricoltori, per i vincoli posti, i servizi svolti e i deprezzamenti subiti. Il collegato, pertanto, deve dire con chiarezza come intende procedere sul terreno della regolazione dei mercati, dei meccanismi di formazione dei prezzi all’ origine e della redistribuzione del valore aggiunto lungo tutta la filiera. “Questa è la madre di tutte le battaglie - sottolinea la nota della Fima - come dimostrano, da un lato, il segno negativo dell’ andamento del reddito agricolo dell’ Italia, rispetto a quello positivo del resto d’ Europa; dall’ altro, gli esperimenti già in corso su due filiere, in cui purtroppo il governo non è ancora riuscito a spuntare gli artigli ad una speculazione galoppante, che si oppone a introdurre meccanismi trasparenti e neutrali, con la complicità proprio di quelle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, che invece di difendere i produttori di base preferiscono mantenere in vita strumenti desueti e opachi, come le borse merci locali”. Il primo dovere di un collegato - rileva - che voglia imprimere velocità su questi temi è quello di inasprire i controlli sulle violazioni delle regole di corretto funzionamento del mercato per contrastare efficacemente le dinamiche distorsive, i cartelli, gli abusi e le frodi. Come fece coraggiosamente Roosevelt dopo la crisi del 29 negli Stati Uniti. In Italia - prosegue la nota - la competitività del settore agricolo è crollata, non solo per l’ inflazione da costi, ma anche perché il liberismo sfrenato ha dimostrato di non funzionare e di aiutare a crescere solo i monopoli. Negli altri paesi occidentali esiste il marketing board e il marketing trade. Lo Stato cioè interviene a calmierare sia i prezzi all’ origine che quelli all’ ingrosso. Così si impedisce che i prezzi di vendita degli agricoltori siano inferiori ai costi di produzione. “Questo è il fulcro vitale della mancanza di reddito agricolo che da venti anni è irrisolto”, aggiunge il coordinatore. L’ Italia pur avendo una cornice giuridica (art 62), approvata da Bruxelles, che vieta la vendita sottocosto delle materie prime agricole, non si è ancora dotata di strumenti operativi per censire i costi di produzione e applicare concretamente questi strumenti a beneficio di chi è “indifeso”. Ed è proprio l’ agricoltore l’ anello debole e indifeso. Se non si parte da qui non si può sperare in una vera competitività e ripresa. A meno che il disegno strategico non sia quello di consegnare le chiavi di Via XX Settembre all’ industria di trasformazione, ma in tal caso gli agricoltori saranno pronti alle barricate. Sulla riduzione dei costi il collegato puo’ fare molto e subito. “Ad esempio - afferma il coordinatore - abbassando le aliquote iva al 4% sugli acquisti di tutti i beni e servizi, allineando le aliquote contributive e previdenziali a quelle degli altri concorrenti europei, eliminando le accise sui carburanti e sul trasporto dei prodotti agricoli, favorendo la sovranità energetica delle aziende agricole e mettendo in discussione i mega impianti di rinnovabili, liberalizzando i servizi ed eliminando il doppio costo per redigere i fascicoli aziendali, favorendo velocemente l’ accesso al credito e una deroga alle regole di Basilea per l’ agricoltura, smantellando radicalmente la pressione fiscale sino a che non vi sarà una rivalutazione dei prodotti agricoli, i cui prezzi sono fermi agli settanta! Senza tralasciare l’ urgenza di una moratoria di tutte le scadenze verso Inps, Equitalia e Banche e del successivo consolidamento delle passività che ormai frenano gli investimenti e la capacità di spesa dei fondi Psr. Altro che giovani in agricoltura”. Se il Governo, vuole introdurre misure efficaci in tal senso - prosegue - dovrà consentire la concertazione non solo con le organizzazioni agricole ma, soprattutto, con i movimenti agricoli, che stanno progressivamente svuotando di significato politico dei sindacati autoreferenziali, per completare l’iter parlamentare e migliorare radicalmente le misure previste nel Collegato. I movimenti dal basso - conclude la nota della Fima - sanno quanto sia difficile una vera riforma dall’ interno per redistribuire i redditi. Infatti, non v’è nulla nella storia che giustifichi la tesi che una classe dominante abbandoni potere e privilegi perché la sua dominazione è stata giudicata colpevole di inettitudine o di ingiustizie.
Mentre qui sotto siamo sicuri di trovare solo 
FUMO 

E...... BRUCIATO!!!  
Alla faccia del Made in Italy!!! 

COLDIRETTI DIFENDE MADE IN ITALY MA COMPRA MADE IN CHINAMINISTRO DE GIROLAMO MANIFESTO' AL BRENNERO CON IL GIUBBOTTO “GIALLO”

coldiretti-bandiere
Secondo la Coldiretti, un italiano su 2 acquista prodotti contraffatti con una netta preferenza per i capi di abbigliamento e gli accessori taroccati delle grandi firme della moda (29 per cento). E’ quanto emerge – scrive la Coldiretti in una nota diffusa alle agenzie – dai risultati “di un sondaggio on line del sito www.coldiretti.it, in occasione del bilancio fatto dalla Guardia di Finanza sui sequestri nel 2013 che hanno consentito di togliere dal mercato oltre 130 milioni di prodotti recanti falsa indicazione d’origine o pericolosi per la salute, con una crescita superiore al 25% rispetto al 2012”.
Alla luce di questo “è quanto mai importante – afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – superare lo stallo che impedisce l’avvio dei lavori della nuova commissione parlamentare d’indagine sulla contraffazione che estenderà il suo campo d’azione alla fase della commercializzazione dei prodotti contraffatti e quindi al fenomeno dell’Italian sounding e alla tutela del made in italy”.
Ma se la Coldiretti difende il made in Italy, compra il made in China.
Il giubbotto a firma Coldiretti e indossato dai manifestanti al Brennero e anche dall’allora ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo per difendere il made in Italy, è made in Cina. L’organizzazione di Palazzo Rospigliosi, da quanto apprende AGRICOLAE – si rifornirebbe da due aziende concorrenti fra loro per i suoi giubbotti: la Payperwear, i cui prodotti – hanno precisato dall’azienda – vengono prodotti all’estero con tanto di etichetta di certificazione; e la Kariban, i cui parka vengono prodotti in Cina. In particolare quello fornito – tramite la Stegip di Roma – alla Coldiretti per la manifestazione avvenuta i primi di dicembre a tutela del made in Italy – è fatto – si apprende dall’azienda – di un poliestere Oxford prodotto in Cina. O in alcuni casi in Pakistan. AGRICOLAE è venuta in possesso di entrambi i capi ma non trovando in nessuno dei casi l’etichetta di origine del prodotto ha contattato le rispettive aziende. Entrambe hanno risposto che su tutti i prodotti per legge è necessario riportare il certificato di provenienza. Altrimenti non passerebbero la dogana. Insomma, garantiscono che dall’azienda sono usciti con la certificazione. “All’interno dei giubbini è indicata la categoria di appartenenza secondo normativa e l’indicazione di prodotto importato come da regolamento CE”, spiegano dalla Payperwear. Precisando che “Sono presenti tutti i requisiti necessari come in tutti i nostri capi”. AGRICOLAE ha contattato anche la Stegip Srl di Roma – cui si rifornisce la Coldiretti per i giubbotti – che ha confermato che i capi vengono prodotti – a seconda del prodotto – in Cina, in Pakistan e in Bangladesh. Ma che tutto entra ed esce con l’etichetta di certificazione. Coldiretti è stata invano contattata per avere una dichiarazione in merito.

FINALE
 Spagna 2  Italia 0
 Prima della fine di gennaio i nostri più temibili concorrenti per quanto riguarda il settore agricolo, gli spagnoli, hanno deciso come applicare la riforma della Pac fino al 2020, risolvendo gli ultimi nodi che erano ancora aperti. Bisogna prendere atto di come la Spagna sia riuscita a gestire l’inedita e determinante fase post riforma con determinazione, trasparenza e coinvolgendo tutte le varie forze in campo, fino ad arrivare con largo anticipo, rispetto alla scadenza del primo agosto 2014, a definire le modalità di funzionamento della nuova Pac. In Italia, invece, il percorso da compiere sembra ancora lungo e soprattutto si deve denunciare una carenza di dibattito e una non adeguata informazione nei confronti dei diretti interessati, ovvero gli agricoltori.
 Un ultimo elemento che merita di essere menzionato è la decisione di prevedere una soglia minima, sotto la qule i pagamenti diretti non saranno corrisposti. Tale limite è fissato a 100 euro nel 2015, per poi crescere a 300 nel 2017. Un tale limite in Italia porterebbe alla scomparsa di centinaia di migliaia di fascicoli. Complimenti al Ministro Canete ed alle Regioni spagnole per il pragmatismo e l’efficienza e, soprattutto, per le idee chiare che hanno perseguito sin dal’inizio senza tentennamenti e ripensamenti.
Dopo aver letto sopra, una domanda sorge spontanea: 
"Riuscirà la nostra "malandata" politica a fare delle regole per la nuovaPAC che vadano una volta tanto nell'interesse delle aziende agricole, e non nell'interesse di associazioni, enti ed apparati" ???
Aggiungo..... smettendola di ascoltare certe associazioni  
che predicano bene e razzolano male!!



venerdì 17 gennaio 2014

Attenti al "lupo" .....degli Allevatori!!

Peggio  un lupo con le pecore, o ....la 
politica e le associazioni con gli Allevatori ???





Le APA e L'AIA (associazioni allevatori)
Verso il "fallimento"???
Come la Federconsorzi 32 anni fa???
Ma serve veramente questo ente o serve solo ai soliti burocrati??? 
Gli allevamenti sono pieni di burocrazia molta della quale inutile, chiedetevi chi è che governa queste associazioni se non la Coldiretti, colei che non disdegna la burocrazia!!
Ed infine perchè la POLITICA (PD in testa) con i contributi dei nuovi PSR vuole finanziare queste associazioni sull'orlo del fallimento sotto la voce  "salvaguardia della biodiversità animale", le solite pressioni Coldiretti??
Verrà anche la campagna elettorale dove la politica ci dovrà spiegare molte cose!!
Non c'è un buon motivo per votare qualunque partito politico!!!

CASO APA, BOSELLI, CONFAGRI LOMBARDIA: TUTTO IN MANO A COLDIRETTI, TROPPI SOLDI AL CENTROLE PROVINCIALI RISCHIANO DI SPARIRE. IL SISTEMA STA IMPLODENDO

Boselli-520x333Si dice “critico” il presidente della Confagricoltura Lombardia Antonio Boselli in merito alla migrazione della Apa piccole verso le Apa grandi. Le associazioni provinciali allevatori deputate ad elaborare i dati e fornire servizi tecnici e veterinari agli allevatori. Ma non solo questo, “anche per la gestione degli ultimi anni in mano alla Coldiretti che con i suoi numeri ha imposto una politica che spesso non guarda l’impresa agricola ma che sembra più interessata a mantenere in vita l’apparato di struttura”, spiega ad AGRICOLAE.
“La mia posizione è sempre stata critica sulla gestione del sistema allevatori. Il ragionamento di base – prosegue – è sempre stato quello di tenere finanziati i centri, l’Aia e le nazionali, che hanno subito pochissimi tagli, e togliere risorse alle provinciali che sono quelle che poi forniscono ed elaborano i dati. Una politica di accentramento che ha mandato in sofferenza le provinciali”.
Altro ”grosso problema” per Boselli è che “a fronte del 42 per cento dei controlli fatti in Lombardia, arriva solo il 26 per cento delle risorse dal nazionale. E come se non bastasse di questo 26 per cento oltre 2 milioni di euro tornano al centro, ovvero l’Aia e le associazioni di razza, per l’elaborazione dei dati. Una cifra esorbitante viste le potenzialità dei computer di oggi”, continua il presidente Confagricoltura Lombardia. Che conclude: “Il sistema non è stato in grado di ammodernarsi adeguarsi ai nuovi servizi e alle esigenze degli allevatori. Si rischia di mandare in default quello che rimane delle strutture periferiche”. E infine: “Il piano è stato calato dall’alto senza interessare il territorio e le altre associaizoni di base”.

CASO APA, GIUBILINI, COPAGRI NORD OVEST: MI CHIEDO A CHI ANDRANNO I PATRIMONI IMMOBILIARI E LA LIQUIDITA’ACCORPAMENTO NEL NAZIONALE? VOGLIAMO RISPOSTE DALLE ISTITUZIONI

“Come presidente del coordinamento della Copagri nord ovest manifesto una profonda preoccupazione sia per l’assordante silenzio che per l’impatto di tale scelta sulle aziende agricole”, dichiara ad AGRICOLAE Giovanni Giubilini, presidente di Copagri Nord Ovest in merito alla notizia seecondo cui starebbe avvenendo una migrazione delle Apa lombarde verso l’Apa di Milano e Brescia.
“Non mi é dato sapere la mente geniale di questa ristrutturazione che va a colpire meno del 10% della spesa pubblica destinata alle associazione degli allevatori. Di sicuro questa avrà una ricaduta estremamente negativa sulle aziende della fascia montana, collina e pedemontana”, prosegue.
“Noi chiederemo alle istituzioni risposte in merito a questa discutibile scelta che di fatto si pone in antitesi con la politica comunitaria che va nella direzione di un maggiore sostegno alle aree marginali. Voglio precisare che far agricoltura in queste zone non solo costa molto di più ma, le aziende, per essere e mantenersi competitive, sono obbligate alla multifunzionalità. Altre, invece, devono continuamente investire in risorse umane e finanziarie”, prosegue. Il compito delle Apa è quello di fornire assitenzatecnica alle aziende agricole del lattiero caseario, sia dal punto di vista tecnico che veterianrio. “Ci sarà ancora questa assistenza tecnica ma non sarà come prima”, conclude Giubilini. “Viene da chiedersi dovre andranno a confluire i patrimoni immobiliari e la liquidità delle Apa provinciali che saranno inglobate”

Ma questi 2 si svegliano solo ora, sono anni che le APA vanno a rotoli ???
O si svegliano solo ora perchè vedono che rimarranno senza poltrone e con le APA in mano a Coldiretti???

sabato 11 gennaio 2014

Unità del Mondo Agricolo

                                                                                                                                                                                                 
Speriamo sia la volta buona che gli agricoltori capiscono che si devono unire!
Dagli ultimi incontri fatti anche con agricoltori del nord Italia (finalmente) ho una buona sensazione!!
E se tutto va bene dopo si parte con una vera azione sindacaleper farci ascoltare da una politica "assente" e "mediocre"!!
Non siamo contro nessuno ma siamo per l'Agricoltura!!!



domenica 29 dicembre 2013


Liquidazioni frutta estiva 2013



Se non sarà proprio così poco ci manca!!
I dirigenti di certe O.P e coop.ve si vantano dei prezzi di listino, e pensano ancora che noi agricoltori crediamo ancora alla.....

Ma che arriverà da noi è questa....

 perchè se guardiamo, l'estratto conto e facciamo 

il calcolo della PLV non ci resta molto in tasca.
Poi ci sono realtà e situazioni diverse ma di sicuro i nostri bilanci non brillano!!
Dato che tutte le strutture organizzate hanno dichiarato un -20% di pesche e nettarine, anzi Agrintesa non ha dichiarato il dato esatto e con prezzi appena sufficienti in luglio e scarsi in agosto come può essere considerata un annata positiva??
Forse lo è per le strutture, ma si sa i dirigenti non pensano ai soci, ma solo alla struttura o alla loro poltrona!!
Per non parlare poi delle albicocche dove mancava un 50% del prodotto, annata discreta solo per le susine estive, pere e mele tra luci ed ombre!!

 Intanto vi segnalo questi IMPORTANTI  link:
Agrilinea : 

Brevettare conviene ??

 http://www.agrilinea.tv/site/index.php?option=com_content&task=view&id=587&Itemid=1


Fotogallery
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.498615790236037.1073741863.187220948042191&type=1


Ascoltare bene l'inizio dove si fa notare che alcune O.P non hanno dato il permesso ai loro tecnici o addetti di partecipare alla trasmissione la dice lunga sulla voltontà delle nostre O.P di valorizzare le nostre produzioni!
 


martedì 17 dicembre 2013

IMU 2014
Il Ministro De Girolamo ci ha letteralmente INGANNATI!!!
 
Ha detto che avrebbe fatto di tutto per non farci pagare l'IMU, invece..... nulla ha fatto!! 
E ancora peggio  ha fatto il PD che non ha fatto altro che cercare un modo per mettere dei contributi PAC (psr) e non, nelle casse di...... qualche potente associazione?!?! 

 Dopo che per anni la Coldiretti ha appoggiato Berlusconi ora il PD vuole "riportarla" tra le proprie file, cercando come abbiamo visto i giorni precedenti col "tesoretto" della FEDERCONSORZI e ora cercando di finanziare con i contributi PAC, i consorzi di Bonifica e le associazioni allevatori, le "vecchie AIA" ormai al fallimento!!!!  
E poi l'opinione pubblica dice che agli agricoltori arrivano molti contributi a fondo perduto, .....più che altro si perdono tra politica e i burocrati delle associazioni !!!
 

Notizie dalla stampa online

PAC, ANCORA NESSUNA IPOTESI SUL TAVOLO PER AGRICOLTORI. SI ASPETTA MERCOLEDI’PSR, POLITI: NO A PIANO BIODIVERSITA' E IRRIGUO. MEGLIO SU RICERCA E PROTEINE VEGETALI

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Il Mipaaf lavora sui Piani di Sviluppo rurale, il Psr, ma ancora nulla di fatto per quanto riguarda la Pac, per cui l’Italia è indietro rispetto agli altri paesi europei. Sono passati diversi mesi dalle 53 “preguntas” anticipate da Agricolae che il governo spagnolo pose alle associazioni e agli operatori agricoli al fine di mettere sul tavolo una proposta per l’applicazione della riforma che potesse “piacere” agli addetti ai lavori. Per ora in Italia si ha un appuntamento per il prossimo mercoledì 18 dicembre tra ministro e associazioni. Nessuna ipotesi sul tavolo e nessun incontro precedente. E da smentire le voci per cui ci sarebbero stati degli incontri sulla Pac tra De Girolamo e i presidenti delle organizzazioni agricole.

Per ora “nessuna ipotesi sul tavolo, aspettiamo la riunione del 18. Tutto ancora da discutere”, spiega ad AGRICOLAE Giuseppe Politi, presidente della Cia e coordinatore di Agrinsieme.

Per quanto riguarda le ipotesi messe sul tavolo sui Piani di Sviluppo rurale (i 4 piani nazionali relativi alla gestione del rischio, lo Sviluppo, l’irriguo e la biodiversità) Politi si dice “d’accordo con Guidi”: “Giudichiamo positivamente i piani sulla gestione del rischio e sullo sviluppo, ma non siamo d’accordo su quelli relativi al piano irriguo e alla biodiversità”. “Avremmo voluto – prosegue – un Piano nazionale sulla ricerca e un Piano nazionale sulle proteine vegetali, temi che veramente potrebbero dare una mano agli agricoltori”.

Notizie dalla stampa online

PSR, OLIVERIO (PD): SCONCERTATO PER DICHIARAZIONI CONTRO PIANO IRRIGUO NAZIONALE

“Apprendo con sconcerto alcune dichiarazioni rilasciate da autorevoli esponenti di Organizzazioni Professionali Agricole, che esternano contrarietà all’utilizzo di fondi PSR per il 2 ° Piano Irriguo Nazionale. Non tengono in considerazione che si tratta di fondi aggiuntivi rispetto a quelli destinati al nostro Paese nell’ambito della nuova Politica Agricola Comune e, soprattutto, evidenziano un’ingiustificata divisione nel mondo agricolo, indebolendo così il supporto alla fondamentale azione dei Consorzi di bonifica, nei quali unitariamente si riconoscono. Auspico la ricomposizione di una polemica priva di fondamento nell’interesse generale dell’agricoltura e dell’ambiente e soprattutto degli interessi generali degli italiani, ai quali bisogna far riferimento, pur nella legittima battaglia di rappresentanza politica”. Lo dichiara Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.

La risposta da parte dei presidenti di tutte le organizzazioni agricole – tranne la Coldiretti – non tarda ad arrivare:

PSR, GUIDI: IO SCONCERTATO PER LE PAROLE DI NICODEMO OLIVERIO. LA MAGGIORANZA DEL MONDO AGRICOLO CONTRO PIANO IRRIGUO NAZIONALE

“Anche io esprimo sconcerto per le parole di Nicodemo Oliverio”, dichiara ad AGRICOLAE il presidente di Confagricoltura Mario Guidi in merito al comunicato inviato da Nicodemo Oliverio con cui esprime “sconcerto” per la contrarietá manifestata da Giuseppe Politi, Mario Guidi e Franco Verrascina nei confronti di un piano irriguo nazionale tra i 4 temi del Psr. “Quale sconcerto – prosegue Guidi – se diciamo solo che le risorse devono andare alle imprese agricole e non per mantenere le strutture dei consoryi di bonifica? E quale sconcerto – si chiede ancora il presidente degli imprenditori agricoli – se la maggioranza del mondo agricolo si e’ espressa contro questa misura?”

E poi:

PSR, GUIDI: LE RISORSE DESTINATE AD AGRICOLTORI, IN FORMA SINGOLA O ASSOCIATA

“Tutte le risorse al secondo pilastro devono essere destiante direttmente alle aziende agricole salvo assicurazioni e le misure per l’innovazione e la ricerca. finalizzate allo stesso mondo. Chi fara’ scelte diverse dovra’ spiegarlo direttamente agli agricoltori in forma singola o associata che aspettano con ansia queste risorse per miglirare la propria competitivita’”. Lo dichiara ad AGRICOLAE il presidente di Confagricoltura Mario Guidi in merito al comunicato inviato da Nicodemo Oliverio con cui esprime “sconcerto” per la contrarietá manifestata da Giuseppe Politi, Mario Guidi e Franco Verrascina nei confronti di un piano irriguo nazionale tra i 4 temi del Psr. “Occore poi promuovere anche in sede nazionale le organizzazioni dei produttori”, conclude.
Dalla coldiretti nessun segnale e nessun comunicato stampa sulla questione IMU, ....... chissà perchè!!!!!

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 http://blogdieles.altervista.org/non-ce-nessuna-crisi-la-parabola-del-contadino-e-dello-speculatore-da-non-perdere/

domenica 8 dicembre 2013

Il coraggio delle proprie azioni!

 Finalmente!

Finalmente si ha il coraggio di fare certe dichiarazioni anche contrariando la Coldiretti!!

Gli Agricoltori approvano!!!

La politica ne prenda atto!!! 

 

La Coldiretti protesta e i ministri 

si mettono in coda

Nunzia De Girolamo, il nostro ministro del­l’Agricoltura, si è presentata al Brenne­ro esibendo il giubbotto della Coldiretti. Nel giorno in cui tutti sono Mandela, converrebbe spiegare al mi­nistro dell’Agricoltura che non tutti so­no Coldiretti


Che cosa sarebbe successo se il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, si fosse presentato davanti a una fabbrica della Fiat durante i giorni caldi del contratto, indossando una bella felpa rossa della Fiom (idea made in Lapo)? O pensate al ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, partecipare a un sit in con un cappellino della Cgil? Sarebbe successo, e giustamente, un finimondo.
Eppure Nunzia De Girolamo, il nostro ministro dell'Agricoltura, si è presentata al Brennero esibendo il giubbotto della Coldiretti. Nel giorno in cui tutti sono Mandela, converrebbe spiegare al ministro dell'Agricoltura che non tutti sono Coldiretti. L'organizzazione dei coltivatori diretti è solo una delle parti in una vicenda che è tutt'altro che chiara. Ieri Dario Di Vico sul Corriere della Sera ha scritto: «L'iniziativa di portare in segno di protesta alcuni maiali davanti a piazza Montecitorio, come ha fatto ieri Coldiretti, non può essere assolutamente condivisa. Se quella immagine dovesse essere ripresa da qualche giornale o televisione in giro per il mondo sappiamo chi dovremmo ringraziare dell'ulteriore gratuito discredito gettato sulle istituzioni del Paese». Ci sono due piani in questa vicenda. Uno di principio e l'altro di opportunità. Quello di principio riguarda la sacrosanta battaglia sul «made in». E qui si scontrano posizioni contrapposte: c'è chi vorrebbe il «made in» al 100 per cento sull'intera filiera. E chi più realisticamente ritiene che non avendo materie prime a sufficienza, la trasformazione e gran parte della produzione fatta in Italia siano sufficienti. Potremmo parlarne per ore. Ogni comparto dell'agroalimentare inoltre fa storia a sé. I vini francesi venivano fatti con i tagli pugliesi o l'olio sounding toscano con quello comprato ad Andria. Insomma non diciamo che la questione sia di poco conto e che non ci siano ragioni reciproche, ma affermiamo che con le pagliacciate in piazza o atteggiamenti talebani si risolve poco.
A proposito, la Nutella con quale materie prime si fa e la pasta Barilla quale grano usa? Siamo davvero certi di voler loro togliere l'inconfondibile marchio tricolore per il fatto che usino materie prime importate? E ancora, è davvero italiano, per i nostri talebani, un salume fatto da un suino comprato all'estero, cresciuto in Italia e alimentato (come avviene per la stragrande maggioranza dei casi) con mangimi Ogm di provenienza straniera? Non facciamo le verginelle, la questione alimentare e del «made in» è molto complicata, ma è molto semplice capire che dietro di essa si muove un grande serbatoio di voti che si chiama Coldiretti. Una organizzazione sindacale ben organizzata, con una straordinaria capacità comunicativa e molto abile a difendere i suoi legittimi interessi. In pochi si sono resi conto che durante il passaggio della finanziaria al Senato è stato provato un blitz bipartisan per rifinanziare la Federconsorzi per la bellezza di 400 milioni di euro. Il subemendamento è partito dal giro dalemiano e poi è trasmigrato in quello dell'attuale ministro dell'Agricoltura. Il rapporto tra Coldiretti e una parte variegata del centrodestra non deve stupire. La De Girolamo ha ereditato una situazione già presente da tempo in quel ministero e inaugurata dalla gestione Alemanno. Ma ritorniamo alla Federconsorzi. I fenomeni si erano inventati una leggina che avrebbe permesso di rivitalizzare finanziariamente quei baracconi locali che si chiamano consorzi agrari e che per la gran parte sono falliti o sotto commissariamento (in alcuni casi trentennale). Ma che hanno una particolarità: sono praticamente tutti gestiti da uomini della Coldiretti. Ovviamente in condivisione con le minoranze rappresentate dalle altre sigle del mondo agricolo. Il colpo è fallito grazie a un'altra intesa bipartisan (Pd non dalemiano e Forza Italia) che non riusciva a capire come si potessero dare quattrini (o titoli di Stato, si era alla fine ipotizzato) a un carrozzone che semmai andrebbe venduto, e nel contempo tassare capannoni e campi (anche se solo per gli incolti). Ecco, la morale di questa zuppa è molto semplice. È chiaro ed evidente a tutti che indossare una casacca, oltre a quella lucida del partito a cui si appartiene, non sia elegante dal punto di vista del galateo istituzionale. Ma non ci scandalizziamo e conviene non fare troppo i moralisti. Quello che invece scopriamo è come Coldiretti oggi (e a buona ragione vista la sua forza sul territorio) sia uno degli interlocutori politici più interessanti, sul cui carro tanti cercano di saltare. O sono già saltati?!


BRAVO PRESIDENTE MERCURI, ALLA PROSSIMA CI VUOLE DENUNCIA PER DIFFAMAZIONE VERSO COLDIRETTI!!
MA INTANTO HA RISPOSTO BENE RIBADENDO IL SEQUESTRO DI PASTA IN PUGLIA!!

Mercuri (alleanza cooperative): “Il presidente di coldiretti chieda scusa a tutte le cooperative”

In una intervista radiofonica il presidente Moncalvo ha dichiarato che durante la manifestazione al Brennero sarebbero stati ritrovati prodotti “diretti anche alle cooperative che dovrebbero invece tutelare i soci italiani”. La replica dell’Alleanza delle Cooperative: “Non è bloccando tir alla frontiera un giorno all'anno e con affermazioni come queste che si difende il made in italy”

Roma, 7 dicembre 2013 – “Il Presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo chieda scusa a tutte le cooperative e a tutti gli agricoltori italiani per le affermazioni rilasciate stamattina in una intervista andata in onda in diretta su Rai Radio1 nel programma “Terra”. Facendo un resoconto dell’iniziativa organizzata giorni fa al Brennero, Moncalvo ha infatti dichiarato che sarebbero stati individuati prodotti “diretti ahimé anche alle cooperative che invece dovrebbero tutelare i soci italiani”.

A dichiararlo è Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, cui aderiscono le cooperative agricole di Confcooperative, Legacoop e Agci, che spiega: “Non è bloccando tir alla frontiera una volta all’anno e con affermazioni come queste che si difende il made in italy, ma con il lavoro silenzioso di oltre 5.000 cooperative che esportano qualità in tutto il mondo”.

“Se una sola cooperativa, sulla base di quanto sostiene il neoeletto presidente della Coldiretti - prosegue ancora il numero uno delle cooperative agroalimentari - ha commesso un reato, si vada a sporgere una regolare denuncia alle autorità preposte, senza gettare discredito sull’intero sistema cooperativo che, a differenza di chi va a fare manifestazioni al Brennero, produce il 25% dell’agroalimentare made in italy, fatturando oltre 35 miliardi di euro e consentendo a 800.000 soci agricoltori di avere un reddito certo”.

“Pochi giorni fa - ricorda infine Mercuri - è stata scoperta e denunciata dalle autorità preposte in Puglia la Cooperativa Coldiretti che produceva pasta commercializzata come italiana ma per la quale veniva utilizzato grano proveniente dall’estero. Nessuna organizzazione si è permessa di attaccare per questo tutte le cooperative italiane”.
Finalmente un "figlio di Coldiretti" con le palle !!!!

E intanto coldiretti ci riprova

FABIO MELILLI: HO PRESENTATO EMENDAMENTO FEDERCONSORZI SU SOLLECITAZIONE DEI DIPENDENTI E DEL COMMISSARIO"HO CHIESTO CONSIGLIO A SPOSETTI. IL MIO COMPITO E' SOLO TENERE VIVO IL PROBLEMA, CREDO CHE SPETTERA' AL MINISTRO DE GIROLAMO DECIDERE IL DA FARSI"

fabio-melilli“Ho presentato l’emendamento su Federconsorzi su sollecitazione del commissario e dei dipendenti perché grazie a questo e all’attribuzione dei crediti relativi all’ammassamento riuscirebbero – mi dicono – ad avere diritto agli stipendi che gli spettano”. Così ad AGRICOLAE Fabio Mellili, membro della commissione Bilancio della Camera in quota Pd che ha presentato un emendamento collegato alla Stabilità per recuperare il “tesoretto” della Federconsorzi. “L’emendamento era stato già presentato in Senato – prosegue – e credo che in queste ore ci stia riflettendo il governo, in particolar modo il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo”. Toccherà adesso ai gruppi stasera dopo le 22 o domani mattina al più tardi, decidere quali degli oltre 3mila emendamenti presentati “meriteranno” di essere segnalati alla Commissione. “Ho chiesto informazioni ad Ugo Sposetti, che aveva presentato l’emendamento in Senato, che mi ha confermato la bontà dell’iniziativa”, precisa ancora Melilli. E riguardo alla contrarietà manifestata da una parte del mondo agricolo, il deputato Pd spiega: “il compito dei parlamentari è quello di proporre gli emendamenti, credo che spetti al ministro dell’Agricoltura decidere la linea da seguire. Io ho solo avuto il compito di tenere vivo il problema e di sollecitare il governo, ma non conosco i motivi della contrarietà”. “Mi sembrava ragionevole – conclude – difendere il diritto dei lavoratori”.



“Tesoretto Fedeconsorzi”
Una “pessima commedia della politica italiana”


Il Gruppo Trasversale Agricoltori della Romagna aderente alla F.I.M.A (Federazione Italiana Movimenti Agricoli) stigmatizza fortemente l’operato dei parlamentari dei partiti della maggioranza di governo che in sede di legge di stabilità hanno già riproposto l’emendamento sui “famosi” 400 milioni del “tesoretto” della FEDERCONSORZI per ben tre volte!!
Dopo le 2 bocciature dei giorni scorsi e dopo l’imponente manifestazione al Brennero da parte della Coldiretti, viene riproposto l’emendamento, non vorremmo pensare che la Coldiretti abbia usato tutte quelle energie per una prova di forza nei confronti della politica per ottenere il tesoretto dei 400 milioni !!
Che già in un momento come questo di crisi e scarse risorse economiche sembra assurdo si debba pensare di destinarli in quel modo, ma è ancora più assurdo che Coldiretti  e soprattutto la politica non pensino invece a come non far pagare l’IMU agli agricoltori e avviare una serie di riforme per rilanciare il mondo agricolo.
Dubitiamo fortemente che se venissero stanziati quei fondi , ci possa essere un reale beneficio per tutti gli agricoltori italiani.
Al limite dovrebbe esserci un progetto condiviso da tutte le rappresentanze e non da una minoranza di essa che rappresenta poco più del 30% degli agricoltori.
Chiediamo con forza ai parlamentari di smetterla con questo teatrino e una volta tanto impegnarsi per il bene di tutta l’agricoltura, ricordiamo che non tutti gli agricoltori sono della Coldiretti e dentro alle urne ragioneranno con la loro testa per chi votare alle prossime elezioni, presto o tardi che siano!
Infine chiediamo ad Agrinsieme (coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Alleanza delle cooperative) che rappresenta la maggioranza del mondo agricolo di impegnarsi con tutte le energie per fermare questa indecenza della politica, e chiedere politiche di sviluppo per il settore a costo di organizzare un imponente manifestazione degli agricoltori associati. Troverebbero il supporto  di molti agricoltori anche associati Coldiretti, e sicuramente il supporto di molti gruppi autonomi di agricoltori.

martedì 26 novembre 2013

 E la politica vorrebbe destinare

"il tesoretto Federconsorzi"(400 milioni  di euro)
esclusivamente alla Coldiretti 

Facendo pagare l'IMU agli agricoltori?!?!

E mentre una parte della politica pensa a 

riesumare la "federconsorzi"

Coldiretti "combina queste cose"

Sequestro 10.000 kg pasta falso pugliese

Operazione Corpo forestale dello Stato

  
Sequestro 10.000 kg pasta falso pugliese

 (ANSA) - BARI, 25 NOV - Gli uomini del Corpo forestale dello Stato hanno sequestrato 10.000 kg di pasta in un'azienda per la produzione e la commercializzazione di paste alimentari secche e fresche della provincia Bat. Sulle confezioni di pasta, oltre alla bandiera italiana, c'era la dicitura 'Pasta dell'Alta Murgia prodotta con semola di grano duro della Puglia', 'Cooperativa Coldiretti': è stato accertato che i prodotti erano realizzati con grano duro extracomunitario e comunitario e non pugliese.

Altro che "paladini" del Made in Italy!!!
con la complicità di certa politica,
la Coldiretti ha...... "svenduto"
certi settori della nostra Agricoltura per poi fare queste cose  e
e........
.... curare i loro interessi ???